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Specie di interesse per la conservazione
Delle specie finora rilevate nel corso del progetto, ben 157 rivestono interesse per la conservazione, essendo a rischio in diverso grado; alcune di queste sono protette dalla legislazione europea.
Nelle pagine relative ai risultati di MITO2000, a scala nazionale o regionale, vi sono riferimenti allo stato di conservazione o di protezione delle singole specie. In questa pagina sono forniti gli elementi per interpretarli.
IUCN (The World Conservation Union) Red List:
IUCN - The World Conservation Union, attraverso la sua Commissione per la Sopravvivenza delle Specie (Species Survival Commission, SSC) stabilisce da più di 40 anni lo stato di conservazione a scala globale di specie, sottospecie, varietà e persino sottopopolazioni, al fine di evidenziare i taxa minacciati di estinzione e promuoverne la conservazione.
La Commissione fornisce periodicamente informazioni su solide basi scientifiche sullo stato corrente delle biodiversità minacciata globalmente, compilando una Lista Rossa delle specie in pericolo (IUCN Red List of Threatened Species), che contiene notizie sullo stato tassonomico, di conservazione e di distribuzione dei taxa. Queste informazioni suono valutate sulla base di categorie e criteri scientifici ben definiti.
Il sistema di valutazione è disegnato per determinare il rischio relativo di estinzione e lo scopo principale delle Lista Rossa è di catalogare ed evidenziare quelle specie o taxa che presentano il più alto pericolo di estinzione. Questi ultimi sono segnalati come In Pericolo Critico (Critically Endangered, CR), In Pericolo (Endangered, EN) o Vulnerabili (Vulnerable, VU), in base al grado del rischio valutato su criteri quantitativi (dimensione e andamento delle popolazioni, struttura e frammentazione dell'areale tra gli altri). La Lista Rossa include anche specie o gruppi inseriti nelle categorie Estinto (Extinct, EX) o Estinto in Natura (Extinct in the Wild, EW), o che non possono essere valutati per mancanza di informazioni (Data Deficient, DD), o anche che si trovano vicino alla soglia di minaccia e che richiedono dunque uno specifico programma di conservazione (Near Threatened, NT), oppure che presentano uno stato di conservazione non preoccupante (Least Concern, LC). Infine, vi sono le specie Non Valutate (Not Evaluated, NE), per le quali non è possibile stimare attualmente il reale rischio di estinzione per differenti ragioni.
Species of European Conservation Concern (SPEC):
BirdLife International è un'associazione globale di organizzazioni che si occupano di conservazione dell'avifauna. La LIPU è partner italiano di BirdLife International.
Tra le altre attività ha prodotto nel 1994 un'importante pubblicazione di riferimento contenente una panoramica sullo stato di conservazione di tutti gli uccelli selvatici in Europa (Tucker e Heath, 1994). Nella pubblicazione, intitolata Birds in Europe, vengono identificate le specie considerate minacciate a livello continentale e dunque prioritarie per la conservazione (Species of European Conservation Concern, SPEC) al fine di intraprendere azioni di miglioramento del loro status. Nel 2004, in occasione dei 25 anni della "Direttiva Uccellli", BirdLife ha pubblicato una revisione della pubblicazione contenente dati aggiornati.
Le specie sono assegnate alle seguenti categorie, basate anche sui criteri IUCN:
- SPEC1: specie di interesse conservazionistico a livello globale presente anche in Europa;
- SPEC2: specie presentano uno stato di conservazione sfavorevole e le cui popolazioni o il cui areale sono concentrati in Europa;
- SPEC3: specie con uno stato di conservazione sfavorevole e le cui popolazioni o il cui areale non sono concentrati in Europa;
- Non-SPEC: specie con uno stato di conservazione favorevole e le cui popolazioni o il cui areale possono o meno essere concentrati in Europa (includono la vecchia categoria SPEC4).
Lista Rossa Italiana:
La lista comprende le specie considerate minacciate in diverso grado sul territorio italiano. La Lista Rossa utilizzata dal programma è la stessa adottata dal CISO (Calvario et al., 1997), che aggiorna quella precedente ed utilizza le categorie di minaccia e le linee guida proposte dall'IUCN: Estinta (EX), In Pericolo in modo Critico (CR), In Pericolo (EN), Vulnerabile (VU), A Più Basso Rischio (Lower Risk, LR), Non Valutata (NE).
La Direttiva 79/409/EEC o "Direttiva Uccelli":
La "Direttiva Uccelli" o "Direttiva per la Conservazione degli Uccelli Selvatici" (79/409/EEC) è stata adottata nel 1979, in un momento di forte preoccupazione per il declino delle popolazioni di uccelli europei. La Direttiva definisce un minimo legale di requisiti e standard a cui tutti gli Stati Membri devono adeguarsi, al fine di proteggere e conservare le specie e i loro habitat sia nei loro territori sia a scala continentale. Insieme alla "Direttiva Habitat" (92/43/EEC) costituisce il mezzo principale con cui l'Unione Europea aderisce alle convenzioni internazionali (quali la Convenzione sulla Diversità Biologica e le Convenzioni di Ramsar, Bonn e Berna) e lo strumento primario con cui cerca di arrestare il declino della biodiversità entro il 2010.
La Direttiva regola la protezione di specie, siti e habitat; in particolare:
- richiede agli Stati Membri di istituire Zone a Protezione Speciale (ZPS) per le specie incluse nell'Allegato I, ovvero considerate di importanza primaria, e per le specie migratrici;
- richiede la gestione e la conservazione delle aree istituite a ZPS;
- stabilisce provvedimenti generali per la protezione delle specie (divieto di uccisione, di distruzione dei nidi o asportazione delle uova, ecc.);
- regola il commercio delle specie include nell'Allegato III;
- regola la caccia di alcune specie incluse nell'Allegato II e definisce i limiti con cui gli Stati Membri possono stabilire la stagione di caccia (ad esempio, non durante il periodo riproduttivo);
- stabilisce una deroga per gli Stati Membri in cui alcune di queste specie causano ad esempio danni all'agricoltura o problemi alla sicurezza area;
- incoraggia gli Stati Membri a intraprendere ricerche ornitologiche sulla base di priorità elencate nell'Allegato V.
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