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Metodi di rilevamento
La tecnica di rilevamento prescelta è quella dei punti di ascolto senza limiti di distanza (Blondel et al., 1981) di 10 minuti di durata (Fornasari et al., 1998). Secondo tale metodologia, in ogni stazione si effettua un solo rilevamento, in condizioni meteorologiche non sfavorevoli (vento o pioggia intensa). I punti devono essere effettuati indicativamente in un arco stagionale potenziale, in relazione ad altitudine e latitudine, esteso dai primi di maggio ad inizio luglio. Ai rilevatori è stato richiesto di distinguere tra gli uccelli visti e sentiti entro ed oltre un raggio di 100 m, in modo da poter correlare con precisione i dati ornitologici alle variabili ambientali. Allo scopo di trasformare il dato relativo al numero d'individui rilevati in stima del numero di coppie nidificanti, si è altresì richiesto di unire al numero di uccelli osservati dei semplici codici indicativi delle caratteristiche dell'osservazione. Al rilevamento faunistico è stata abbinata, secondo metodologie spiegate in un successivo paragrafo, la raccolta di dati ambientali.
Il programma di rilevamento randomizzato ha previsto l'esecuzione di punti d'ascolto in ciascuna delle 181 unità di 50 km di lato della griglia UTM identificabili per il territorio italiano. Le unità 50x50 km sono state denominate "maglie". Non sono stati previsti rilevamenti nelle maglie in cui ricade una porzione di territorio ridotta. Per ciascuna maglia è stata effettuata la selezione casuale di 4 unità di 10x10 km di lato, denominate "particelle".
All'interno di ciascuna di queste si è previsto di effettuare 15 punti d'ascolto, in stazioni parimenti selezionate in modo randomizzato, all'interno dei 100 quadrati di 1 km di lato che compongono la particella. Come indicazione generale, è stato chiesto ai rilevatori di effettuare il punto d'ascolto il più vicino possibile al centro di ciascuna unità di 1 km di lato selezionata.
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Selezione dei quadrati di 1 km di lato al cui interno eseguire i rilevamenti (barre verticali: stazioni randomizzate; barre diagonali: stazioni sostitutive, vedi oltre). |
Dal momento che il progetto è stato concepito in modo da consentire l'esplorazione di una particella 10x10 km in una sola giornata, si è prevista una procedura di sostituzione dei quadrati impossibili da raggiungere (ad esempio a causa di pendenze eccessive e di recinzioni, o perché ricadenti in acqua). A tale proposito i rilevatori hanno ricevuto, oltre alla lista e allo schema relativo ai quadrati randomizzati, anche una lista e uno schema corrispondente ad altri 15 quadrati di un km di lato (sempre estratti casualmente) da utilizzarsi per la sostituzione dei quadrati problematici.
Nel caso in cui anche la seconda serie di numeri non sia sufficiente per la sostituzione di tutti i quadrati problematici (caso che può verificarsi ad esempio in montagna in aree estremamente accidentate), si è prevista la possibilità di rimpiazzare il quadrato problematico con uno qualsiasi dei quadrati presenti nella particella, purché presenti caratteristiche altitudinali e ambientali simili. Non è stato comunque chiesto a nessun rilevatore di rilevare in ambienti estremi quali i ghiacciai, le pareti verticali di roccia, o i giardini con cani da guardia feroci!
In caso di particelle 10x10 km di territorio montuoso il problema può presentarsi più volte. Nei casi più problematici si è suggerito di scegliere un percorso che attraversasse il maggior numero possibile di quadrati presenti nel primo e nel secondo elenco e di posizionare i mancanti lungo i quadrati rimasti "liberi" lungo il percorso, cercando di rispettare al massimo le caratteristiche dei quadrati in cui non fosse stato possibile recarsi. Questa particolare procedura è stata consentita solo nel caso di lunghi spostamenti da effettuare a piedi; la randomizzazione deve assolutamente venire rispettata nelle particelle di territorio planiziale o collinare ben servito da strade o sentieri. Spostandosi in auto tra 15 punti presenti in una particella di pianura l'attività di rilevamento termina normalmente prima delle ore 11.
Schede di rilevamento
Allo scopo di uniformare la raccolta dei dati sono state approntate due diverse schede di rilevamento da distribuire ai rilevatori:
Istruzioni per il rilevamento e la compilazione delle schede
Il FRONTE della scheda 1 è impiegato per la raccolta di dati di carattere "generale" sulla stazione in cui viene effettuato il punto d'ascolto e per la raccolta dei dati faunistici.
Le indicazioni generali richieste ai rilevatori includono: 1. il nome del rilevatore; 2. il nome di eventuali altri osservatori; 3. la maglia UTM (50x50 km) di riferimento; 4. la particella UTM (10x10 km), nel caso del programma randomizzato; 5. il numero della stazione. Tale numero corrisponde, nel caso del programma randomizzato, ad uno dei quadrati di 1 km di lato contenuto nella particella UTM (10x10 km) in cui si rileva; 6. eventualmente le coordinate del punto in cui si rileva o per lo meno fornire al coordinamento centrale copia della carta usata sul campo con indicazione chiara della localizzazione dei punti eseguiti con indicato il relativo numero di stazione (numero progressivo). Tali copie delle carte utilizzate dovranno riportare a lato le coordinate e il sistema di riferimento (evitare di inviare carte fotocopiate solo in parte, senza la cornice su cui normalmente sono indicati i valori di riferimento necessari per il calcolo della posizione di ciascun punto presente in carta.); 7. un toponimo contenuto all'interno del quadrato di un km di lato in cui si sta rilevando (tale informazione serve per risalire al quadrato rilevato in caso di eventuali errori di inserimento o trasmissione dei dati); 8. l'indicazione del tipo di punto (randomizzato, sostitutivo o scelto); 9. la data; 10. la quota, il più esatta possibile, del punto; 11. l'ora (legale) d'inizio del censimento; 12. nel caso di stazioni poste su rilievi si richiede di indicare l'esposizione del versante sul quale si sta eseguendo il punto d'ascolto.
Sul FRONTE della scheda 1 sono presenti inoltre quattro colonne per la raccolta dei dati relativi all'avifauna:
1. codice Euring (il rilevatore non è obbligato a compilare tale colonna); 2. il nome comune della specie rilevata; 3. il numero degli individui osservati entro i 100 metri dal punto di rilevamento; 4. quelli rilevati oltre i 100 metri.
Allo scopo di trasformare i dati delle osservazioni in numero di coppie nidificanti si è chiesto di unire al numero di uccelli osservati solo ed esclusivamente i seguenti codici:
- C maschio in canto o mostrante qualche altra manifestazione territoriale (ad esempio Columbiformi, Piciformi e Galliformi)
- M maschio non in canto
- F femmina
- j giovani non atti al volo o appena involati (indicare quanti)
- r attività riproduttiva (trasporto imbeccata, asportazione di sacche fecali, trasporto di materiale per il nido, ecc.)
- V soggetti in volo di trasferimento, la cui presenza non è strettamente connessa alla stazione di rilevamento
- 1�n numero dei soggetti osservati non in attività, isolati (1) o in gruppo (>1)
Per una corretta valutazione dell'avifauna presente è espressamente chiesto ai rilevatori di indicare anche gli individui che si allontanano dal cerchio di 100 m di raggio perché disturbati dall'arrivo dei rilevatori stessi. Si è altres� insistito sul fondamentale concetto di "singolarità" delle osservazioni, cioè sul fatto che le osservazioni dovessero essere registrate singolarmente e non "facendone una somma", in quanto il significato in termini di stima del numero di coppie avrebbe potuto, nei due casi, essere diverso. Ad esempio, se il rilevatore avesse visto 4 passeri in volo e successivamente altri 16 sempre in volo, avrebbe dovuto indicare "4V, 16V" e non "20V".
Nel caso di individui in volo e contemporaneamente in canto (come capita ad es. con l'Allodola) il rilevatore doveva indicare l'individuo con "C" e non con "V" o "CV" (quest'ultimo codice non era tra l'altro accettato dal programma di archiviazione dei dati).
L'abbinamento dei codici è stato permesso nei seguenti casi:
- Mr maschio impegnato in qualche attività riproduttiva
- Fr femmina impegnata in qualche attività riproduttiva
- MV maschio in volo di trasferimento
- FV femmina in volo di trasferimento
Il censimento doveva comprendere il conteggio sia dei piccioni torraioli sia dei piccioni selvatici, considerati separatamente. In generale si è richiesto di riportare qualunque specie identificata, includendo anche quelle non autoctone o naturalizzate.
Un esempio di scheda compilata è il seguente:
| EURING |
Specie |
Entro 100 m |
Oltre 100 m |
| 10990 |
Pettirosso |
C, 1 |
C C C |
| 14640 |
Cinciallegra |
4j, F |
M, C |
| 13110 |
Luì piccolo |
1r |
C C |
| 12770 |
Capinera |
M, F |
C |
| 15673 |
Corn. grigia |
3V |
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| 14370 |
Codibugnolo |
12 |
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Il RETRO della scheda 1 è utilizzato per il rilevamento ambientale nella stazione. Le tipologie ambientali sono state desunte dalle categorie Corine Land Cover di terzo o quarto livello, dove possibile (per maggiori dettagli si vedano le istruzioni del progetto europeo Corine Land Cover).
Per poter mettere in relazione la presenza e l'abbondanza delle specie alle caratteristiche ambientali si è richiesto ai rilevatori di indicare nel raggio di 100 m dal punto di rilevamento:
a) la presenza delle tipologie ambientali elencate (58 categorie Corine Land Cover) attraverso classi percentuali ad incrementi successivi del 5% (5% - 10% - 15% � 95% - 100%). La somma dei valori doveva ovviamente ammontare a 100. In caso di categorie rappresentate con copertura ridotta è stato richiesto di segnalarne la presenza indicando come simbolo standard un "+" (corrispondente circa all'1%).
b) la struttura della rete viaria, al fine di una valutazione del disturbo antropico (presenza/assenza di 5 tipologie).
c) le colture dominanti, nel caso fossero presenti zone agricole, barrando una delle caselle corrispondenti o, nel caso di colture non elencate, barrando la casella "altro" e specificando la coltura.
d) la distribuzione degli elementi arborei o arbustivi. Qualora il rilevatore si fosse trovato in presenza, anche minima, di vegetazione arborea o arbustiva, doveva indicare la distribuzione degli elementi arborei ed arbustivi barrando una delle caselle corrispondenti. La stessa procedura doveva essere seguita anche nel caso fossero state presenti categorie Corine Land Cover non direttamente legate alla vegetazione (ad esempio, aree agricole eterogenee, brughiere e cespuglieti, ecc.). Nelle righe sono rappresentati valori percentuali relativi alla presenza degli elementi arborei e arbustivi via via maggiori, nelle colonne sono invece rappresentate diverse tipologie di distribuzione ed aggregazione degli elementi. Le colonne E e F rappresentano distribuzioni degli elementi di tipo lineare (ad es. filari e siepi). Nel caso siano stati indicati, nel riquadro relativo alle categorie ambientali Corine Land Cover, valori percentuali non presenti nelle caselle di distribuzione degli elementi arborei ed arbustivi (ad es. 15%, 25%, 35%�) il rilevatore doveva barrare la casella corrispondente al valore percentuale più vicino per difetto (quindi nel caso dell'esempio precedente 10%, 20%, 30%�).
e) le specie arboree dominanti, barrando una o due (nel caso di boschi misti di conifere e latifoglie) delle caselle presenti o, nel caso di specie non indicate, barrando la casella "altro" e specificando quindi la specie presente. Qualora si fosse stati in presenza di bosco misto era necessario indicare il rapporto percentuale tra conifere e latifoglie (ad es. "40 � 60", "75 � 25", ecc.). In questo caso la somma delle due valori deve essere pari a 100, qualunque fosse la copertura del bosco nel raggio di 100 m dal punto di rilevamento.
f) la tipologia della palude, barrando una delle caselle corrispondenti.
g) la tipologia spondale, barrando una delle caselle corrispondenti.
h) la tipologia delle acque lotiche, barrando una delle caselle corrispondenti.
i) la tipologia delle acque lentiche, barrando una delle caselle corrispondenti.
La scheda 2 è finalizzata alla raccolta dei dati relativi all'osservazione di specie aggiuntive rilevate al di fuori dei punti d'ascolto, congiuntamente alla valutazione del numero di coppie presenti e dello status di nidificazione. Allo scopo di non perdere le informazioni raccolte con le osservazioni effettuate al di fuori dei punti di ascolto, infatti, (ad es. durante i trasferimenti da una stazione all'altra o al di fuori dei 10 minuti del rilevamento) si è richiesto ai rilevatori di indicare le specie osservate "in più" con la stima di massima (secondo categorie predefinite) del numero di coppie osservate sul territorio della particella UTM 10x10 esplorata. Barrando le apposite caselle, i rilevatori dovevano indicare la dimensione della popolazione stimata sulla base delle osservazioni delle sole giornate di rilevamento e la corrispondente categoria di nidificazione, secondo le usuali convenzioni dei progetti atlante.
La stessa scheda è stata anche utilizzata per la raccolta dei dati relativa all'involo dei giovani delle specie "gregarie". Poiché per alcune specie comuni (Irundinidi, Apodiformi, passeri), che normalmente formano grossi stormi in cui possono essere inclusi numerosi giovani già involati, può sorgere il problema della corretta valutazione del numero di coppie presenti, si è richiesto ai rilevatori di indicare se nella particella UTM 10x10 km in cui avveniva il rilevamento era già avvenuto, a loro parere, l'involo dei giovani. Tale informazione è necessaria per la corretta stima del numero di coppie di tali specie.
Scarica le istruzioni in formato .pdf.
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